La musica italiana NON è SOLO Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Nek, Celentano. La musica italiana è ricchissima di esempi musicali di alto livello che non hanno avuto la stessa fortuna di essere conosciuti all’estero per la particolarità artistica delle loro canzoni. Si sta parlando dei “Cantautori Italiani“.
Il cantautore è una parola formata da due parole: cantante + autore.
Ma chi sono i cantautori? sono tutti quei cantanti che cantano le canzoni che loro stessi hanno composto (musica e testi). Quindi il cantautore non è un semplice cantante, ma un poeta, un musicista, un artista completo che molto spesso tratta temi caldi, presi direttamente dai fatti di cronaca e politica italiana.

Nascono e si sviluppano negli anni ’60 e prendono spunto dal fenomeno dei Cantacronache di Torino, un gruppo degli anni ’50 dove questi artisti recuperano i motivi popolari per rielaborali in nuove canzoni, prendendo come spunto i fatti di cronaca e collaborando spesso con intellettuali del calibro di Italo Calvino e Umberto Eco.
Possiamo dire che i cantautori italiani rispecchiano l’intensità, le sensazioni, gli umori e le passioni dell’animo italiano.

Tra i maggiori ricordiamo:

Fabrizio De Adré: cantautore genovese, in assoluto il più amato e apprezzato dagli italiani. Nelle sue canzoni troviamo i colori e gli odori della vita tutta intera; i suoi personaggi arrivano dalla vita di strada, il drogato, la prostituta, l’ipocrisia della gente.
La vita di strada e la cultura popolare lo hanno sempre interessato, maturando questo interesse fin dagli anni giovanili, come ricorda Lo stesso Faber in queste sue parole: “Dell’infanzia ricordo soprattutto la casa di campagna di mia nonna, una cascina: allora le vacanze estive duravano quattro mesi e, a parte quindici giorni di mare, che avevamo sotto, le passavamo tutte in campagna, con mio grande piacere. Lì ho assorbito tutto l’amore, che poi mi è rimasto, per la campagna, la natura, gli animali e la cultura contadina.”

Bocca di Rosa
La chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore, metteva l’amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.

Giorgio Gaber: cantautore milanese, ha mosso i primi passi come chitarrista di Celentano. Si era accostato alla musica fin da bambino perchè era spesso malato e così prendeva la chitarra di suo fratello per passare il tempo. Non solo è stato cantante ma ha lavorato in televisione e in teatro, come attore e commediografo ed è stato iniziatore negli anni’70, assieme a Sandro Luporini, del ‘genere’ del “teatro canzone”, una forma innovativa che mescolava canzoni e monologhi di carattere politico-sociale. Le tematiche spesso trattate erano: famiglia, amicizia, sessualità, solitudine, amore, coscienza individuale, ma anche politica, economia, istituzioni, religione, mass-media, ecc.

Non insegnate ai bambini
Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza
.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

Francesco Guccini: “Io, figlio d’una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia…” questa la biografia degli anni giovanili che Guccini stesso scrive nella sua canzone “Addio”.
“Antisociale” per natura, Guccini si può definire come un’anima libera che odia le imposizioni, odia in modo naturale ogni ipocrisia morale,
guerre ed armamenti in generale, il gusto del retorico, il miracolo economico
il valore permanente e duraturo,
radio a premi, caroselli, T.V., cine, radio, rallies,
frigo ed auto ….

Anticonformista ogni giorno, anche nel giorno del suo matrimonio indossando solo semplici jeans, ha fuso nelle sue canzoni la piccola quotidianità, come nelle canzoni del Pensionato o L’ubriaco, personaggi presi dalla letteratura, come in “Ofelia”, “Don Chisciotte”, “Cirano” e “Signora Bovary”, la politica, come in “La locomotiva” e la sua biografia come nelle splendide sue canzoni “Vorrei” e “Addio”
Cantautore assolutamente da ascoltare e leggere!

(p.s. SOLO per Guccini in persona: se dovessi capitare molto casualmente su questa pagina, sappi che io ti amo!)

I Cantautori
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